Il Triangolo Si: CHALLENGERS (Luca Guadagnino - 2024 USA)

"Tu non sai cosa sia il tennis. E' una relazione.
E' come andare in un posto bellissimo insieme. E' come essere innamorati. "

E' impossibile, per un amante dello scrittore David Foster Wallace, non provare un brivido nel veder sullo schermo giovani tennisti americani prendersi a pallate sugli elegantissimi campi da tennis di Boston. In fondo il mondo si divide tra chi ha letto "Infinite Jest" e chi non lo ha ancora fatto. Chi lo ha letto sa bene che il tennis è molto più di un semplice sport. E' un atto essenzialmente crudele, disumano, che costringe il tennista a un profondo viaggio all'interno della propria psiche. C'è chi regge e ne esce vincente. Chi non regge e sprofonda nell'abisso. Si oscilla tra la esaltazione e la depressione, senza sfumature. 

Guadagnino invece sfrutta il tennis come strumento per mettere in interconnessione personaggi. “Nei momenti in cui si gioca davvero, il tennis è una relazione” dice la giovane campionessa Tashi a inizio film, dando così una chiara direzione alla pellicola. Non si tratta dunque solo di palline e racchette, gonnelline e magliette, ma di emozioni e passioni che bruciano di rosso fuoco sugli eleganti campi da tennis americani blu cobalto. 

Il regista attua inoltre una sorprendente forzatura geometrica: una partita a tre su un campo in cui si gioca in due. Il tennis è da sempre sport giocato coi numeri pari (2 tennisti nei match singoli, 4 negli incontri di doppio), ma Guadagnino ne rivoluziona le regole verso la disparità: impone il numero 3, forzando il campo rettangolare a divenire un triangolo. E nel tennis il triangolo ... no, non lo avevamo considerato.

Trama. Siamo nel pieno svolgimento di una importante finale: punti, battute, sguardi, sudore. Tutto si alterna ad una serie di flashback atti a rivelare la storia di questo appassionante triangolo equilatero amoroso. Tashi Duncan (Zendaya) giovane stella del tennis, è prima condivisa, poi contesa da Patrick Zweig (Josh O'Connor) e Art Donaldson (Mike Faist), due grandi promesse. I due ragazzi, soprannominati Fire (il moro e passionale Patrick) and Ice (il biondo e algido Art), sono amici, molto amici, più che amici ... E' chiaro fin da subito che in ballo c'è molto, molto di più di un semplice torneo di tennis: ci sono importanti relazioni. D'altronde cos'è il tennis? Una relazione.

Il Triangolo sul Rettangolo

Il cuore pulsante di "Challengers" è senza dubbio il triangolo amoroso tra i protagonisti. Tashi è il centro di gravità permanente attorno al quale si dipanano le complesse dinamiche tra i due amici e compagni di doppio Art e Patrick: personalità opposte che si scontrano e si completano in un gioco di ghiaccio e fuoco, ragione e passione, stravaganza e sobrietà ... Borg e McEnroe.

Luca Guadagnino trasforma il campo da tennis in un vibrante teatro di pulsione sensuale. Esplora il corpo degli atleti con una lente quasi voyeuristica, catturando la grazia e la forza nei loro movimenti. Le riprese ravvicinate dei muscoli tesi, del sudore che scivola sulla pelle, dei respiri affannosi, degli urli liberatori: tutto contribuisce a creare un'atmosfera di erotismo sottile e persistente. Il campo da tennis, con le sue linee precise e il suo spazio delimitato, diventa un'arena dove le emozioni e le relazioni si manifestano attraverso la fisicità del gioco. 

Ma è nelle pause e negli sguardi che si svela la vera natura dei conflitti e delle attrazioni. Zendaya lavora quasi essenzialmente sullo sguardo. Josh O'Connor e Mike Faist la seguono, in uno stupefacente finale in cui i loro personaggi condurranno il gioco, proprio grazie a dei codici privati e personali che li legano indissolubilmente.

Flashback e Tie-break

"Challengers" brilla anche per la tecnica narrativa: i flashback durante il match tra Art e Patrick ci riportano ai momenti chiave della storia. Il primo incontro tra Tashi, Art e Patrick; gli episodi di tradimento e riconciliazione che hanno alimentato la rivalità e l'attrazione tra i tre ragazzi. Ogni ritorno al passato è come un pezzo di un puzzle che si completa gradualmente, rivelando la complessità delle dinamiche tra i personaggi. Mentre il match avanza, le tensioni latenti e i conflitti non risolti emergono in superficie; ogni punto giocato è un punto di relazione. I flashback non sono semplici interruzioni della linearità temporale, ma iniettori emozionali. 

Le Performance di Zendaya, Mike Faist e Josh O'Connor

Un film del genere deve poggiarsi su tre protagonisti freschi, magnetici. In "Challengers," le interpretazioni di Zendaya, Mike Faist e Josh O'Connor sono semplicemente incredibili. Il talento debordante dei tre attori è palese. 

Zendaya nel ruolo di Tashi, una campionessa di tennis ritirata a causa di un infortunio, alterna momenti di vulnerabilità e fragilità con scene di pura determinazione, forza, potenza e comando: una figura centrale e carismatica, capace di muoversi tra amore e manipolazione con una fluidità disarmante.

Mike Faist nel ruolo di Art (il biondo, Ice) è purissimo ghiaccio bollente: ambizioso ma insieme insicuro, si ritrova perdutamente innamorato ... ma di chi?

Josh O'Connor nel ruolo di Patrick (il bruno, Fire) è fuoco che brucia di passione e libertà. Incapace di scendere a compromessi anche a costo di mettere a rischio una carriera, un amico, un amore. Basterà una sua strizzatina d'occhio per mettere tutto a posto?

E' una questione di chimica, e Guadagnino è ormai diventato un Maestro alchimista, professionista nell'amore, capace di scagliare il servizio PERFETTO!

Il Cromatismo Estetizzante, la Visione elettrizzante, il Battito Pulsante

Visivamente, "Challengers" è un vero e proprio spettacolo per gli occhi. Guadagnino crea un look hyper-pop e un'estetica che ricorda le fotografie di David LaChapelle. Via (per sempre?) all'uso e abuso dell' orange and teal per immergerci in un blu dipinto di blu, in tutte le sue sfumature e accostamenti possibili. Questo cromatismo diventa filo conduttore, simbolo della tensione e delle passioni che animano i personaggi. In "Challengers" il colore dell'amore non è un banale rosso, ma un blu perfetto.  Ed è subito trend.

Come sempre, il cinema di Guadagnino è curato nei minimi dettagli. La cinepresa gioca con le angolazioni e disegna opere d'arte. Le riprese finali del match sono strabilianti: soggettive possibili e impossibili, da dentro al campo, dall'alto, dal basso. Fino ad un rallenty finale da applauso.


In "Challengers", l'audio e il video sono inseparabili, un connubio che trasforma ogni scena in una vera e propria experience. Trent Reznor e Atticus Ross, due geniacci, menti creative della storica band elettro industrial dei Nine Inch Nails, creano una partitura viscerale ed elettrizzante. Fin dalle prime note, la colonna sonora stabilisce un tono magnetico, un battito pulsante elettronico incredibilmente caldo e suadente. Ogni match, ogni sguardo e ogni conflitto interno dei personaggi sono esaltati dalla musica, che sembra quasi respirare, pulsare e rilassarsi insieme a loro.

Dritto al Cuore

Arriviamo al finale di partita. Il tennis come simbolo delle infinite battaglie che affliggono la nostra vita. Oh no, Guadagnino non è sicuramente il primo autore ad usare i campi rettangolari come arene di scontri emotivi e psicologici. Ma quando il game si fa duro... Guadagnino batte un match-point da manuale. C'è chi parla di lui come il miglior regista contemporaneo e chi siamo noi per contraddirli. Anzi rinforziamo il concetto: Luca Guadagnino è un regista con le palle e "Challengers" ne è la conferma perfetta!

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